0

Gli accordi di Minsk 2 compiono tre anni e rimangono l'unica soluzione pacifica di risoluzione del conflitto

DONETSK, 12.02.2018 – Oggi gli accordi di Minsk compiono tre anni, ma da festeggiare c’è ben poco. Quell’accordo di pace siglato tra le parti in conflitto (Ucraina, DNR e LNR) non ha mai visto una concretizzazione. Dal 12 febbraio del 2015 la guerra del Donbass, tranne per quanto riguarda la battaglia di Debaltsevo e poche altre operazioni minori, si è trasformata in un conflitto statico e di posizione, senza far segnare grosso cambiamenti sulla linea del fronte, dove in ogni caso i mortai e le batterie di artigliera hanno continuato - e continuano - a sparare mietendo vittime.

Il presidente della Repubblica Popolare di Donetsk Alexandr Zakharchenko ha comunque affermato che “Minsk è l’unico luogo dove si possono risolvere le questioni in modo pacifico. Ad oggi questo format non ha ancora dimostrato riscontri, ma alternative ad esso non ce ne sono”.

Gli accordi di Minsk consistono in 13 punti in cui vengono regolamentati i procedimenti di smilitarizzazione della linea di contatto ed in cui l’Ucraina si impegna a varare una riforma costituzionale che garantisca larghe autonomie alle regioni di Lugansk e Donetsk, introducendo l’amnistia rivolta ai soggetti che hanno preso parte al processo di formazione delle repubbliche popolari. Dagli accordi viene previsto lo scambio dei prigionieri di guerra ed il ripristino dei pagamenti delle pensioni ai residenti delle regioni di Donetsk e Lugansk.

Con questi accordi l’Ucraina dovrebbe riottenere il controllo dei territori e della frontiera con la Federazione Russa, ma per farlo occorre che compia i passaggi sopracitati, iniziando dal rispetto del cessate il fuoco, alla legge costituzionale.

DONi News Agency

Bollettino di Notizie DONi

Comments: No comments yet

Post a comment

View More