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Ministro esteri ucraino si è stupito della risposta simmetrica russa sull'espulsione di 13 diplomatici

DONETSK, 31.03.2018 – In seguito alla decisione di decine di paesi di espellere i diplomatici russi dai rispettivi paesi, la Federazione Russa ha risposto a questa misura in maniera simmetrica.

Tra i paesi che, ufficialmente per solidarietà alla Gran Bretagna, hanno intrapreso questa misura non poteva mancare l’Ucraina che ha allontanato 13 diplomatici russi. Dalla Repubblica Popolare di Donetsk due giorni fa il presidente Zakharchenko aveva commentato questo teatrino inutile in cui a paesi come Germania e Francia era stato chiesto di intraprendere questa azione, cosa che non era stata fatta con l’Ucraina. Quest’ultima “come un cane che abbaia per attirare l’attenzione degli altri, ma che nessuno ascolta”, ha deciso autonomamente di seguire le orme degli altri stati.

13 diplomatici ucraini dovranno lasciare la Russia. La reazione di Mosca era prevedibile ma il ministro degli affari esteri ucraino Pavel Klimkin ha affermato che questa risposta da parte del Cremlino “non ha senso”. “Noi non abbiamo tentato di avvelenare nessuno a Salisbury – ha scritto su Twitter il ministro ucraino. – Questo lo ha fatto la Russia, ricevendo risposta da tutto il mondo civilizzato”.

Il deputato russo Ruslan Balbek è stato il primo politico a rispondere alle affermazioni del ministro ucraino, rispondendo che “a non avere senso è il fatto che questa persona (Klimkin, n.d.r.) che apertamente supporta l’uccisione dei civili nel Donbass continui a lavorare. L’Ucraina non si puo’ permettere di parlare di avvelenamenti e di impiego di armi chimiche dopo che sul territorio del Donbass ha impiegato ogni tipo di armamento”.

DONi News Agency

Bollettino di Notizie DONi

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