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Kiev: i residenti del Donbass e della Crimea devono chiedere perdono all'Ucraina

DONETSK, 12.03.2018 - L'ex deputato ucraino Andrei Senchenko, vice presidente dell'amministrazione presidenziale nella primavera del 2014, è intenzionato a portare entro breve termine in parlamento il disegno di legge che imporrebbe ai residenti in Crimea e nelle repubbliche popolari del Donbass a "chiedere perdono all'Ucraina". Pochi giorni fa lo ha annunciato sul suo profilo Facebook.

Si, avete letto giusto. Dopo 4 anni di guerra con migliaia di civili uccisi, bombardamenti su insediamenti residenziali ed infrastrutture, crimini di guerra, torture, detenzioni illegali e violazione di ogni genere di diritti umani, le vittime dovrebbero chiedere perdono a chi ha causato tutto questo.

"Le persone che - secondo il politico ucraino - si sono ritrovate sotto il controllo degli "aggressori" ed hanno collaborato con loro dovranno ammettere le loro colpe e chiedere formalmente perdono agli ucraini ed al governo, richiedendo una punizione per i reati commessi".

Secondo Senchenko coloro i quali hanno lavorato negli apparati delle repubbliche di Donetsk e Lugansk e della Crimea, una volta ripristinato il controllo delle autorità ucraine su quei territori, non potranno candidarsi alle elezioni e trovare impiego in strutture pubbliche.

Queste dichiarazioni ed intenzioni giungono in seguito alla recente entrata in vigore della legge sulla "reintegrazione del Donbass". Una sbornia che non tiene conto del fatto che prima di tutto, i territori vanno in qualche modo riannessi.

Le uniche modalità per risolvere il conflitto in corso in Donbass, sono quelle previste dagli accordi di Minsk, e su questo, almeno a parole, le autorità di Kiev sono d'accordo. Ma nella pratica, come dimostra proprio la legge sulla "reintegrazione del Donbass" e queste ultime affermazioni, vanno in direzione opposta agli accordi sottoscritti nella capitale bielorussa. Il sesto punto del protocollo di Minsk parla chiaro:L'Ucraina si deve impegnare a garantire un'amnistia tramite l'introduzione di una legge sul divieto di persecuzione delle persone in relazione agli eventi che si sono svolti nelle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.

Dalla DNR minimizzano questa ennesima provocazione da parte ucraina. Il rappresentante della Repubblica ai tavoli delle trattative di Minsk Denis Pushilin ha affermato che "ovviamente questo disegno di legge non ha nulla a che fare con la realtà. Sono solamente fantasie" .

Commenti sulla "legge sul perdono" non si sono fatti attendere nemmeno dagli esponenti politici della Federazione Russa. Sergey Tsekov, membro e rappresentante della Repubblica di Crimea nel Consiglio Federale per gli affari esteri ha affermato che "arriverà il momento in cui persone come Senchenko dovranno chiede perdono ai cittadini ucraini ed a quelli crimeani. Dovranno chiedere perdono a tutti e senza bisogno di alcuna legge", convinto che non bisognerà aspettare molto questo momento.

Vittorio Nicola Rangeloni

DONi News Agency

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